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Progetto di cultura e lingua russa.

Cultura Italia-Russia (Italian)

Benvenuti nel canale Telegram 'Cultura Italia-Russia'! Questo progetto è dedicato alla diffusione della cultura e della lingua russa, curato con passione da Olga V. Petukhova e Olga Tarovik. Se siete interessati a immergervi in un mondo ricco di storia, tradizioni e arte russa, siete nel posto giusto! Attraverso i contenuti condivisi su questo canale, avrete l'opportunità di esplorare la bellezza e la diversità della cultura russa, imparare la lingua e scoprire interessanti curiosità. Olga V. Petukhova e Olga Tarovik sono due esperte appassionate, pronte a guidarvi in un viaggio emozionante alla scoperta della cultura russa. Non perdete l'occasione di arricchire la vostra conoscenza e il vostro spirito! Unitevi a noi su Telegram e seguite i canali personali di Olga V. Petukhova e Olga Tarovik per approfondire ulteriormente la vostra esperienza culturale. https://t.me/olgavpetukhova, https://t.me/olgatarovik_storia

Cultura Italia-Russia

06 Feb, 05:40


Ejzenštéjn ad Almaty
Testo di Anna Roberti

Nell’autunno del 1941, quando le armate tedesche non erano lontane da Mosca, le case di produzione Mosfil’m e Lenfil’m vennero evacuate ad Alma-Ata, allora capitale della Repubblica Socialista Sovietica del Kazakistan (ora la città si chiama Almaty e la capitale è stata trasferita ad Astana).

Anche molti registi partirono per il Kazakistan, dove vissero circa tre anni: tra di loro vi era anche Ejzenštein, il geniale autore della “Corazzata Potëmkin” che al tempo era il direttore artistico della Mosfil’m.

Negli anni dell'evacuazione, gli studi cinematografici furono allestiti nel vecchio cinema-teatro «Alatau» (andato perso per un incendio) e nel Palazzo della Cultura, oggi sede della Filarmonica: qui, una lapide ricorda i nomi di tutti i famosi cineasti che vi lavorarono. Ed esiste ancora, anche se un po’ rimodernato, lo stabile noto come «Laureatnik»: tutti gli artisti che ci vivevano, infatti, erano stati gratificati, ovvero laureati, come dicono i russi, con il «Premio Stalin». Ejzenštéjn aveva ricevuto il riconoscimento nel 1941 per ”Aleksandr Nevskij” e avrebbe fatto il bis nel 1946 per “Ivan il Terribile”.
Proprio ad Alma-Ata venne girato quest’ultimo capolavoro, dopo che Ejzenštéjn aveva riscritto la sceneggiatura e disegnato le scene e i costumi.

In Kazakistan si trovava in quel periodo anche Vol’f Messing, un artista con fama di sensitivo. Un giorno predisse a Ejzenštéjn che sarebbe morto a 50 anni.
Dopo un primo attacco di cuore durante le faticose riprese di “Ivan il Terribile”, il grande regista ne ebbe un altro nel 1946 a Mosca e la notte del 9 febbraio 1948 ebbe l’infarto decisivo che lo portò alla prematura morte.
Aveva appena festeggiato il suo cinquantesimo compleanno.

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05 Feb, 15:52


È scritto: “Finalmente, nel 2020, la moda sovietica ha raggiunto Gucci”.

( A sinistra, URSS 1968, a destra Gucci 2020)
Dal Runet.

Olga V. Petukhova: cultura russa

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05 Feb, 14:07


🐻 L'orso bruno del Caucaso avvistato in alto nelle montagne di Krasnaya Polyana

Regione di Krasnodar
📸: yurynatureman

Geografia della Russia

Olga V. Petukhova: cultura russa

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05 Feb, 08:35


Il Viaggiatore Incantato di Nikolaj Leskov
Testo di Anna Maria Polidori

Perché leggere Il Viaggiatore Incantato di Nikolaj Leskov?

Perché ci permette di rimmergerci nella conversazione e soprattutto, nell'ascolto di un'esistenza.
La trama è presto detta: mentre sono in viaggio diverse persone iniziano a conversare del più e del meno, quando un altro signore prende posto accanto a loro, ascoltando, attento. Si chiama Ivan Sver'janyc Fjagin e è diventato frate.
Il nostro uomo si intrufola in questa conversazione, quando viene menzionato il suicidio, che è sempre tematica controversa e che incontreremo tante volte nel libro nelle sue più diversificate sembianze.

Da lì, e sempre spronato dagli altri viaggiatori, a poco a poco quest'uomo narrerà tutta la sua esistenza. Lo farà in forma narrativa colloquiale, pungolato dalle domande degli altri passeggeri, ormai molto più intenzionati a conoscere i suoi fatti che non a condividere i loro: quest'uomo, pare vogliano dirci, fa la differenza.

Il nostro protagonista ha allevato un bimbo piccino per un anno, ma soprattutto ha ammaestrato, accudito ed amato tanti cavalli! Ne ha passate come vedrete, di cotte e di crude, ha aiutato una donna ad uccidersi, spingendola da una rupe, ha dovuto lottare contro il Diavolo ma anche contro i diavoletti, una volta in convento! Storie carine, crude, forti, di lotta personale, spesso, intima. Sebbene non sia ancora anziano, Fljagin ha visto tanto mondo ed ha conosciuto tanta gente, di tutte le estrazioni sociali, e soprattutto, di tutti i tipi: personaggi che resteranno nella memoria del lettore: ma, prima di tutti, ci rimarrà lui!

Leskov fa piombare il lettore nella "russicità più schietta e pura, quella popolare che a Nikolaj piaceva così tanto.

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04 Feb, 12:06


Cascata Uchan-Su, Crimea
Testo di Paola Varalli

Una caratteristica unica di Uchan-Su è che è la cascata più alta non solo sul territorio della penisola di Crimea, ma anche nell'intera parte europea della Russia e della ex URSS in generale.

La cascata si trova vicino a Yalta. La strada per Uchan-Su è una stretta serpentina che corre tra ripidi pendii montuosi. Un pittoresco parco naturale è adiacente alla cascata, lungo la quale passa il sentiero per Uchan-Su.

La vegetazione qui è rappresentata principalmente dai famosi e unici pini di Palassa - alti e maestosi. Molto spesso i pini si trovano su rocce e pendii ripidi, formando una specie di anfiteatro in questa riserva naturale unica. Il pino riempie l'aria locale di un aroma straordinario, formando, in combinazione con l'aria di mare, un microclima unico in estate, il Uchan-Su flusso d'acqua si asciuga notevolmente, trasformandosi in una coppia di piccoli getti. Ma questo fenomeno ha anche il suo vantaggio: puoi avvicinarti alla cascata senza limitare la vista al ponte di osservazione.

Ma ancora, la cascata più bella e maestosa è più vicina ad aprile, durante il periodo di alta marea dei fiumi di montagna. In estate, il flusso d'acqua si asciuga notevolmente, trasformandosi in una coppia di piccoli getti. Ma questo fenomeno ha anche il suo vantaggio: puoi avvicinarti alla cascata senza limitare la vista al ponte di osservazione. Ma ancora, la cascata più bella e maestosa è più vicina ad aprile, durante il periodo di alta marea dei fiumi di montagna. Può anche acquisire piena forza dopo forti piogge. In questo periodo il rumore dell'acqua si sente facilmente a un chilometro dalla cascata stessa.

L'altezza della cascata d'acqua è di 98 metri.

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04 Feb, 07:24


Devana: La Signora delle Foreste e della Luna
Testo di Anna Maria Messuti

In una notte di luna piena, quando il confine tra il mondo umano e quello selvaggio si assottiglia fino a svanire, un’ombra danza agile, accompagnata dall’ululato dei lupi e dal fruscio delle foglie. È Devana, una delle figure più affascinanti e misteriose del pantheon slavo, figlia di Perun, dio del tuono, e moglie di Svjatobor, il dio delle foreste delle antiche leggende slave.

Come Artemide per i Greci o Diana per i Romani, Devana regna sugli animali selvatici e sui territori incontaminati. Nelle tradizioni slave, però, il suo carattere è più sfaccettato, a volte persino contraddittorio: è una protettrice, ma anche una predatrice; una figura materna per chi rispetta i boschi, ma una minaccia per chi li viola. Non a caso, in alcune regioni slave, si credeva che i cacciatori imprudenti potessero incontrare il suo sguardo furioso tra le nebbie mattutine, trasformandosi in pietra o perdendosi per sempre tra gli alberi.

La sua associazione con la luna aggiunge un ulteriore velo di mistero, poiché Devana incarna elementi opposti: è fuoco, movimento e istinto.

Nelle notti di plenilunio, le donne delle comunità rurali le dedicavano canti e offerte, chiedendo fertilità o protezione durante i parti. Un’usanza che ricorda i khorovod (хоровод), le danze circolari tradizionali, spesso legate ai cicli naturali e a divinità femminili come le rusalke.

La figura di Devana assume un significato quasi profetico, poiché ci ricorda che la natura non è un “luogo da conquistare”, ma una forza con cui dialogare, che esige rispetto.

Forse, nelle sere d’inverno, quando il vento ulula tra i rami spogli, è ancora lei a cavalcare l’orso sacro, sfidando chiunque osi dimenticare il potere antico e indomabile della natura.

Immagine: Andrej Šiškin, "Devana", 2013.

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03 Feb, 18:00


Concorso La coppia più amata della letteratura russa: semifinale 2
 
Care lettrici e cari lettori, eccoci alla seconda semifinale. Il Maestro e Margherita hanno vinto la prima semifinale e sono, quindi, la prima coppia finalista. Questa settimana decideremo quale sarà la coppia che andrà a contender loro il concorso.
Ecco le coppie in gara in questa seconda semifinale… coppie “di gran peso” anche qui!
Si vota da oggi e fino a domenica sera; lunedì prossimo ci sarà la finale.
Potete cliccare qui per vedere i risultati della scorsa semifinale.
Buon concorso!
Marco e la rusalka: storie russe, organizzatore del concorso
 

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03 Feb, 06:13


'Che disgrazia l'ingegno' di Aleksandr Griboedov: le ragioni di un capolavoro
Testo di Salvatore Fuschetto

Ci sarà una ragione se il canale che attraversa il cuore di San Pietroburgo è intitolato ad Aleksandr Griboedov. Il suo nome è iscritto nella gloria della letteratura russa grazia alla sua commedia Горе от ума (Gore ot uma/ Che disgrazia l'ingegno), del 1825. Ma cosa ha di grandioso questa pièce?

La trama è molto semplice: Čackij, il protagonista, fa ritorno a Mosca dopo un lungo viaggio, ritrovandovi una società avviluppata da un piatto conformismo, livellata dalla superficialità dei rapporti e delle condotte. Da Sofija, suo vecchio amore, al di lei promesso sposo Molčalin, fino al padrone di casa Famusov, un funzionario vecchio stampo, tutto precipita in direzione di un insopportabile livellamento verso il basso, specchio di una società vuota e ottusa.

Čackij, intellettuale che viola questo idillio di istupidimento, è corrosivo e non lesina giudizi caustici nei confronti di chi lo circonda: egli è l'unico uomo savio contro venticinque imbecilli, così ce lo presenta Griboedov.

Oltre il valore letterario, vi è una grandezza culturale di questa opera che è data dalle massime assunte dalla lingua parlata, quasi dei proverbi dalla nobile discendenza compositiva. 'Espressioni alate' (крылатые выражения) sono definite le citazioni desunte da opere di una civiltà letteraria ed entrate nella consuetudine linguistica dei parlanti, utilizzate in contesti colloquiali.

'Che disgrazia l'ingegno' è una commedia in versi acuta, ironica e tagliente, ancora oggi largamente rappresentata.
Un degno prodotto di quella mente sopraffina di Griboedov, uomo di cultura e fine diplomatico, ammirato ai suoi tempi come personalità brillante e poliedrica.

Img: illustrazione di Dmitrij Kardovskij, 1914. Scena finale dove Čackij grida "Карету мне, карету! (datemi la mia carrozza, la carrozza!)

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02 Feb, 23:11


Il monumento più grande dell'intera Russia
Testo di Alessandro S. Dall'Oglio

Oggi è l'anniversario della fine della Battaglia di Stalingrado

Nel 1967 terminava la costruzione del monumento "La Madre Patria chiama" situato a Volgograd, che a partire dal 1961 non si chiamava più Stalingrad. Si tratta del monumento più grande in terra russa e anche di una delle statue più alte del mondo con i suoi 85 metri. La donna raffigurata è l'allegoria della Madre Russia. Lo stile è tipico del realismo socialistica. I 200 gradini simboleggiano i 200 giorni della Battaglia di Stalingrado e conducono le persone sopra alla collina fino al monumento.

Esso fa parte di un trittico con altre due statue presenti in altrettanti posti diversi, ma di dimensioni molto più contenute. La seconda statua "Retrovie - Fronte" si trova a Magnitogorsk, città storicamente nota soprattutto per la produzione di ferro e acciaio. Infine la terza statua, il "Guerriero liberatore" si trova nel Treptower Park di Berlino.

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02 Feb, 14:03


La fiaba di Sneguročka

Visto che siamo nel periodo natalizio, vi racconto una fiaba tradizionale russa: la fiaba di Sneguročka. Non la leggo direttamente dal libro, ma la racconto a modo mio... la voce narrante è la mia! Insieme con il racconto, nel video ho messo varie immagini descrittive.
Sneguročka è un personaggio tipico del folclore russo. Il suo nome significa “nevuccia”, “piccola neve”, “fanciulla della neve”. Secondo un'antica leggenda era la figlia dell'Inverno e della Primavera, e la si poteva vedere soltanto d'inverno. Era descritta come una giovane ragazza dai capelli biondi, raccolti in una treccia. Nella moderna tradizione popolare, è stata associata a Nonno Gelo (il Babbo Natale della tradizione russa): Sneguročka aiuta Nonno Gelo a portare i doni ai bambini durante la notte di Capodanno.
Sneguročka è presente in diverse fiabe; oggi vi racconto questa, che è la mia preferita. È una fiaba molto dolce, anche se dal finale triste. Ogni volta che la rileggo, mi viene da pensare che Sneguročka abbia saltato di proposito sul fuocherello, perché sapeva di non poter rimanere durante l'estate...

Testo e video di Marco Massacesi, per Cultura Italia-Russia.

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02 Feb, 07:47


Teatro Aleksandrinskij: il cuore culturale di San Pietroburgo
Testo di Anna Laura Santella

Il Teatro Aleksandrinskij, inaugurato nel 1832 a San Pietroburgo, è uno dei teatri più antichi e prestigiosi della Russia. Progettato dall'architetto Carlo Rossi, che ne realizzò anche la facciata in stile neoclassico, ancora oggi caratteristica dell'edificio, il teatro si trova nel cuore della città vicino alla prospettiva Nevskij.

La sua architettura, maestosa e solenne, con colonne corinzie e un ampio colonnato, evoca un senso di grandezza e ordine, riflettendo lo spirito di un'epoca in cui la cultura e le arti teatrali erano celebrate come simbolo di potere e civiltà.

Nel corso della sua lunga storia, il Teatro Aleksandrinskij ha ospitato numerosi classici della letteratura russa, tra cui opere di Puškin, Dostoevskij e Tolstoj, diventando un punto di riferimento fondamentale per il teatro russo. È stato anche il teatro di corte per gli zar, un centro di alta produzione teatrale e culturale.

Ancora oggi, il teatro continua a ospitare spettacoli di grande prestigio, spaziando dal repertorio classico a quello contemporaneo, e rappresenta un simbolo della tradizione culturale di San Pietroburgo.

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01 Feb, 06:53


Yuri Kugach (1917-2013): il sabato del villaggio
Testo di Emmanuela Castiglione

È stato scritto che Yuri Kugach, uno dei più importanti esponenti del realismo socialista, non si limita a rappresentare scene, ma nei suoi quadri racconta le storie della gente attraverso le espressioni e le atmosfere: un esempio eloquente di ciò è questa tela (una delle sue opere più note) intitolata semplicemente "Di sabato".
Il pomeriggio del sabato è dedicato al riposo e alla famiglia: lo sfondo scuro dà un senso di intimità, mentre il legno delle pareti ci racconta che siamo in un villaggio.

È inverno: si intuisce dagli stivali che indossano le figure intorno alla stufa bianca: qui c'è un bel tepore, si può stare a mezze maniche e anche il gatto di casa apprezza.

Il rosso, colore acceso e caldissimo, domina il quadro: l'attenzione converge sui lunghi capelli dorati che la giovane al centro sta pettinandosi. Rosso è il fondo dell'angolo buono della capanna, davanti al quale una donna più anziana sta legando le treccine della bimba; attenta e compiaciuta, forse è la nonna, e nel suo sguardo si intuisce il legame affettivo con la piccola dall'abitino scarlatto.

L'altro colore importante è il blu-violaceo, riservato alle figure sullo sfondo, alle stuoie del pavimento e richiamato dalla gonna della persona seduta sulla panca.
Rosso, blu, bianco e marrone: sulle variazioni di questi toni Kugach ha costruito tutto il quadro, introducendoci in un mondo intimo e sereno di tranquillità domestica. La scena è apparentemente semplice; la grande abilità tecnica del pittore traspare dai dettagli degli abiti, del pelo del gatto, degli arredi essenziali.

Yuri Petrovič Kugach (1917-2013)
"Di sabato", 1964
Galleria d'Arte di Tver


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31 Jan, 19:20


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31 Jan, 08:54


Il parco Riluskeala, Carelia
Testo di Svieta Grivacheva

Il parco montano “Ruskeala” è un complesso turistico in Carelia. Oggi questo è uno dei luoghi famosi da visitare in Carelia, insieme ai famosi Kizhi e Valaam. L'attrazione principale è un'ex cava di marmo piena di acque sotterranee.

La cava iniziò a essere sviluppata all'inizio del regno di Caterina II e specialisti italiani furono consulenti per lo sviluppo.
La lunghezza della cava è di 460 metri, la larghezza è di circa 100 metri e la profondità è di oltre 50 metri. La trasparenza dell'acqua raggiunge i 15-18 metri.

Il marmo di Ruskeala è stato utilizzato nella costruzione degli edifici più significativi di San Pietroburgo e dei sobborghi. Con esso sono stati rivestiti la Cattedrale di Sant'Isacco, i pavimenti della Cattedrale di Kazan, i davanzali dell'Hermitage, la facciata del Castello di San Michele e più tardi anche le stazioni della metropolitana di San Pietroburgo.

Esiste anche una Ruskeala sotterranea, dove è possibile passeggiare (ma solo con visita guidata, lungo appositi ponti di legno) attraverso cunicoli sotterranei, vedere cosa si nasconde sotto il lago e come lavoravano gli scalpellini.
Un'illuminazione colorata aggiunge un po' di mistero e fascino a questo posto.

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30 Jan, 15:20


Le scatole fatte con cartoline, un hobby sovietico degli anni ‘50.

Gli anziani russi conservano ancora il ricordo di questa passione per la creazione di varie scatole dalle cartoline. Queste belle scatole colorate una volta decoravano credenze e buffet sovietici negli anni '50 e '60 del secolo scorso. In un periodo post-bellico con una scarsità di beni di consumo industriali, queste scatole aggiungevano colore alla vita quotidiana.

Fai da te ➡️

Reel di Olga V. Petukhova

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